La Cucina dei Papi

Lusso, magnificenza, ricerca esasperata dell’estetica furono infatti sempre valori primari alla corte dei Papi.

Soprattutto nel Medioevo, ma non solo, la figura del papa ha saputo catalizzare intorno a se una moltitudine di fenomeni enogastronomici di assoluta rilevanza. Forese perché, anche nelle epoche più buie e segnate da carestie, il papato poteva disporre, come del resto molte corti di signori e regnati, di una certa disponibilità di materie prime.

La "cucine dei papi" esiste soprattutto in epoca medievale e, ancor di più, rinascimentale, periodo della nostra storia in cui la cucina era fortemente differenziata in base ai ceti sociali.

Panunto

Quando avrete fatte le fette del pane abbruscate, mettetele a soffriggere con butiro rivolgetele una volta, distendete le fette nella padella, et mettetevi per ciascuna una fetta sottile di provatura fresca;
mettasi disopra il coperchio caldo, e come la provatura sarà risolata, spruzzivisi un poco di acqua rosa, et mettavisi disopra il zuccaro et cannella;
cavate poi, mandatele in tavola, et sopra tutto operate che si mangino calde.
P.S. Nel dizionario italiano-inglese del 1598, il Florio ci dice che la “provatura” è una specie di formaggio fresco alla panna; altrove si precisa che è fatto di latte di bufale. Per il nostro panunto consigliamo di usare la mozzarella.

Zuppa di ceci de Gregorio Magno

Ingredienti: Ceci – pepe – zafferano – rosmarino – salvia – lardo – pane raffermo - sale

Preparazione: Mettere in ammollo dei ceci.
Cuocerli in abbondante acqua salata con pepe, zafferano, rosmarino e salvia.
Quando il legume sarà pronto, scolarlo e passarne una parte nel mortaio con del brodo di cottura, affinché il tutto risulti ben liquido.
In una tegame di terracotta soffriggere del lardo, aggiungervi i ceci interi, la purea e il liquido di cottura.
Fare insaporire la zuppa e servirla ben balda, accompagnata da pane abbrustolito a parte.

Brodo Apostolorun per Pio V

Tratta dal libro “Opera” di Scappi.

"Per far minestra di petrosemolo et altre herbette dimandata nelle corti di Roma.
Habbisi brodo di carne, dove siano bollite cervellate (salsicce) gialle et barbaglie (gole) di porco e schiena di castrato, et esso sia tinto di zafferano mescolato con pepe e cannella e nel tempo dell’estate pongasi con esse uva spina o agresto intero;
e quando saranno cotte este materie pigliasi il petrosemolo ben netto e lavato con altre erbucce e si taglino minute e pongasi in esto brodo;
e levato che avverrà il bollito servasi subito con fette di pane sotto e le carni siano compartite in pezzuoli nel piatto.
Avvertasi però che… starà in arbitrio se si vorrà maritare con cascio grattato e uova sbattute”.

 

 

 

Rocca di Montefiascone

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